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I lavori condominiali vanno pagati dall'acquirente o dal venditore dell'appartamento?

Acquisto di un immobile e inizio lavori condominiali: spetta pagare all’acquirente o al venditore?


"In tema di riparto delle spese condominiali per l'esecuzione di lavori consistenti in innovazioni, straordinaria manutenzione o ristrutturazione sulle parti comuni, laddove, successivamente alla delibera assembleare che abbia disposto l'esecuzione di tali interventi, sia venduta un'unità immobiliare sita nel condominio, i costi di detti lavori gravano, secondo un criterio rilevante anche nei rapporti interni tra compratore e venditore, su chi era proprietario dell'immobile compravenduto al momento dell'approvazione di detta delibera, la quale ha valore costitutivo della relativa obbligazione, anche se poi le opere siano state, in tutto o in parte, realizzate in epoca successiva all'atto traslativo, con conseguente diritto dell'acquirente a rivalersi nei confronti del proprio dante causa, per quanto pagato al condominio in forza del principio di solidarietà passiva ex art. 63 disp. att. c.c., salvo che sia diversamente convenuto tra venditore e compratore, pur rimanendo comunque inopponibili al condominio i patti eventualmente intercorsi tra costoro".


E' quanto contenuto nella pronuncia della Corte di Cassazione n. 11199/2021


Alla luce di tale provvedimento, per individuare il soggetto tenuto a pagare le spese per i lavori condominiali occorre far riferimento alla situazione di diritto esistente al momento dell'approvazione della delibera assembleare.


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