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L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO: CHI E' E QUANDO SERVE?


L'Amministratore di sostegno rappresenta una “misura di protezione” per determinate categorie di soggetti: come dice la parola stessa, è finalizzata a tutelare e sostenere quelle persone che non hanno piena capacità di curare i propri interessi nella vita quotidiana, e anzi possano addirittura compiere atti che li danneggiano.

Tecnicamente, l'amministratore di sostegno è una figura nominata dal Tribunale, su ricorso presentato dagli aventi diritto, il quale ha il compito di assistere, sostenere e rappresentare un individuo che a causa di una infermità fisica o psichica, che può avere carattere permanente o anche solo transitorio, non possa autonomamente curare il proprio patrimonio né provvedere ai propri interessi.

Ciò può avvenire appunto a causa di una patologia che arreca una menomazione all'individuo, o sotto il profilo fisico o mentale; si aggiunge tuttavia che può essere richiesto l'ausilio dell'amministratore di sostegno anche per le persone anziane, i quali in ragione dell'età avanzata non sono più in grado di gestirsi autonomamente.

L'amministratore di sostegno può così compiere per il beneficiario atti dispositivi di ordinaria amministrazione del patrimonio, di cui deve comunque riferire periodicamente al Giudice Tutelare; talvolta può compiere atti di straordinaria amministrazione inerenti la sfera patrimoniale del suo assistito (quali ad esempio: vendita/acquisto di immobili, investimenti, accettazione/rinuncia di eredità, stipula di contratti) purchè dietro espressa autorizzazione del Tribunale.

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